Il Progetto contro la diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive
Paolo Berretta1, Maria Rosaria Varì1, Simona Zaami2, Roberta Pacifici1, Simona Pichini1, Michele Sciotti1,
Roberta Tittarelli2, Nunzia La Maida2, Anastasio Tini2, Enrico Marinelli2, Eleonora Buscaglia3, Elena Brambilla3,
Giulia Scaravaggi3, Carlo A. Locatelli3, Francesco P. Busardò4, Marco Cavallo5 e Silvia Graziano1
1.Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS
2.Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Forensi e Ortopediche, Sapienza Università di Roma
3.Centro Antiveleni e Centro Nazionale di Informazione Tossicologica, Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS, Pavia
4.Dipartimento di Scienze Biomediche e Sanità Pubblica, Università Politecnica delle Marche, Ancona
5.Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, Roma
L’abuso di nuove sostanze psicoattive (NSP) è un grave un problema che sin dagli anni ’90 ha causato serie
ripercussioni sulla società e sulla salute pubblica. La normativa italiana, in linea con la normativa europea, è volta a limitare
l’utilizzo delle NSP nel nostro Paese attraverso diverse strategie di intervento. La Presidenza del Consiglio dei Ministri,
ha attivato in Italia il Sistema Nazionale di Allerta Precoce e Risposta Rapida per le Droghe (SNAP) per la segnalazione
delle NSP, finalizzato alla rilevazione precoce di fenomeni potenzialmente dannosi per la salute legati alla comparsa
di NSP sul mercato. Un altro importate obiettivo dello SNAP è la promozione delle competenze tecnico-analitiche dei
laboratori per la rilevazione di queste sostanze.
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