La protesta è sempre lecita e da tutelare. Dai commercianti ai consumatori un coro unanime contro l’ordinanza della Raggi… succede quando si fanno le cose con i piedi, come si dice, pensando di potersela cavare con norme senza fare cultura, senza spiegare e senza informare. La cosa più idiota che possa fare un’amministrazione, che in maniera miope limita ad alcune zone il divieto – e non in tutta la città come richiesto dagli stessi esercenti – una qualunque forma di divieto (si beccano il ricorso al TAR giustamente per turbativa del mercato, in una strada si e in quella affianco no non si può sentire né leggere) e poi impone il concetto di sicurezza “a orologeria”, a ore, dal 7 luglio al 30 ottobre poi… tutto come prima sino all’anno prossimo. Come definire un approccio volutamente dilettantistico che scontenta tutti ? Nel fine settimana ho girato le strade della movida alla ricerca del “cartello” in quattro lingue che rende le persone edotte dei limiti introdotti. Risultato ? Una FOTOCOPIA formato A4 inserita in una busta trasparente e appiccicata in alto su una porta qualunque e quasi mai consultabile per posizione e per grandezza del CARATTERE , quattro colonne, carattere Roman 10, invisibile e inconsultabile, farei ricorso contro qualunque divieto impostomi di cui non so e non sono messo nelle condizioni di sapere nulla. Non ci sono dubbi che i controlli siano aumentati MA, consentitemi, i controlli devono SEMPRE rappresentare la norma non l’eccezione (ammesso che 25 vigili per i controlli per tutta ROMA siano l’eccezione). Se questo è amministrare allora …. meglio non fare nulla e dare l’impressione di averlo fatto per scelta.
Emanuele Scafato
Presidente Società Italiana di Alcologia
Vice Presidente EUFAS, European Federation of Addiction Societies