Circola in questi giorni la “bozza riservata” ( non divulgabile e, quindi, già diffusa!) sulla ” Riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della pubblica sicurezza“.

Alcuni giornali hanno riportato immediatamente la notizia parlando, genericamente, di “potenziamento della sicurezza” in alcune aree.

Altri, più aderenti alla realtà, hanno sottolineato il “taglio” di personale a diverse Questure ed il rinvio degli arruolamenti straordinari delle forze di polizia annunciato ripetutamente dallo stesso Ministro dell’Interno.

Su quest’ultimo punto, in particolare, avevamo esternato forti perplessità perché, anche se si fossero trovate le risorse finanziarie per arruolare e ripianare gli organici (risalenti al 1989) della Polizia di Stato, sarebbero stati necessari almeno una decina di anni per tale operazione ( avviando subito le procedure) attivando altre Scuole di Polizia e tenendo conto dei pensionamenti che nel frattempo intervengono.

Dunque, dei diecimila operatori in più per le forze dell’ordine di cui aveva parlato Salvini, non c’è più traccia e la realtà sul fronte della sicurezza che si va delineando è davvero sconcertante.

Infatti, con la riorganizzazione delle Questure che si sta studiando si prevedono “tagli” di personale, anche notevoli, in alcune sedi ed il “potenziamento” di altre Questure ritenute di “categoria” superiore.

Insomma, sarebbero state individuate Questure di:

  • di “prima fascia” (serie A, in totale 22 di cui tre, Roma, Milano e Napoli, “super”)
  • di seconda fascia (serie B, totale 14)
  • di terza fascia (50 di serie C)
  • di “quarta fascia” (20),

Sulla scorta di “indici sintetici” riconducibili a “variabili di contesto provinciale” (superficie dei centri abitati, popolazione residente) e specifiche delle attività di polizia (polizia di prevenzione, immigrazione, ordine pubblico, polizia criminale, polizia amministrativa e di sicurezza, dispositivi di protezione) riferiti al biennio 2016/2017.

Questa classificazione, non prevista da nessuna legge o da norme secondarie, che, a parere di chi scrive, potrebbe comportare, in prospettiva, anche una diversa “considerazione” ( svalutazione?) a livello centrale e periferico, nelle comunità di insediamento, nei confronti dei questori delle sedi “inferiori”, è il frutto dello studio (quasi) biennale del gruppo di lavoro interdirezionale presieduto dal Vice Capo della Polizia Vicario disposto con decreto del Capo della Polizia del 27 dicembre 2016.

L’obiettivo era quello di avanzare proposte di revisione delle dotazioni organiche sulla scorta di quanto indicato dalla legge 124/2015, la cosiddetta legge Madia e, soprattutto, di “individuare soluzioni organizzative appropriate per innalzare i livelli di efficacia e efficienza delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della P.S.” (quindi non solo le questure ma anche gli uffici delle Specialità della Polizia di Stato), elaborando le proposte di revisione dell’assetto organizzativo ed ordinamentale”.

Conoscendo e apprezzando le capacità dei prefetti Gabrielli e Savina, ai vertici della Polizia di Stato, due funzionari (“un’accoppiata competente e libera” come si dice negli ambienti polizieschi) che non sono certamente condizionabili da pressioni politiche, non ho dubbio che questi obiettivi possano essere conseguiti.

Sempre che si riescano a vincere le forti resistenze al cambiamento che si registrano all’interno e si modifichi l’Accordo Nazionale Quadro con i Sindacati di polizia risalente al 2009 che ha causato, nel tempo, alcune “derive” locali nella gestione dei servizi di polizia.  

Qualche perplessità arriva, tuttavia, dalle previsioni che, rispetto agli organici del marzo 2018, ben 41 questure “dovrebbero perdere” personale dei ruoli di polizia che vanno nelle altre 59 questure.

Tra le “perdenti”, anche le questure;

  • Reggio Calabria (meno 224 unità)
  • Messina (meno 116)
  • Genova (meno 428)
  • Latina (meno 190)
  • Bolzano (meno 83)
  • Nuoro (meno 175)

Tra le questure che “prendono personale” quella di Crotone, il drappello più consistente (152unità), seguita da Catania (146), Padova (134), Brescia (131), Reggio Emilia (115), Rimini (101), Ravenna (88), Ferrara (55), Modena (20), Piacenza (10) per arrivare a Chieti e a Verbano-Cusio-Ossola con una sola unità.

Aspettiamo di vedere presto una Polizia più presente sul territorio e meglio organizzata, confidando in questo nel binomio Gabrielli-Savina e meno alle sparate quotidiane del ministro dell’Interno.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto). 

 


 

Alcuni link utili e riferimenti per trovare informazioni sulle Questure in Italia: