In questo periodo di eccezionale emergenza si sono susseguiti rapidi aggiornamenti da parte dei Responsabili e dell’Azienda in cui lavoriamo, definendo sempre di più le misure da mettere in atto da parte dei professionisti che operano nel Ser.D.
Alcune tra le attività non urgenti sono state sospese: questo ha determinato dapprima un momento di smarrimento in operatori abituati a lavorare su innumerevoli attività che nel tempo avevano generato una routine, lasciando meno spazi alla necessaria creatività che i nostri servizi richiederebbero, essendo le dipendenze una materia in continua evoluzione.
Il servizio offerto è stato riorganizzato in modo tale da garantire il mantenimento delle cure di primaria importanza per i pazienti del nostro servizio all’interno della messa in atto delle varie misure di protezione individuale per il personale e i pazienti al fine di garantire, per quanto possibile, la sicurezza del luogo di lavoro e del luogo di cura.
L’uso dei dispositivi di protezione individuale
Questo ha voluto dire l’utilizzo da parte di tutto il personale dei DPI (mascherine chirurgiche, etc.), la ristrutturazione degli spazi dell’area di somministrazione, le modalità di accesso al servizio e le stesse modalità di somministrazione del farmaco.
La messa in atto di tali cambiamenti da recepire con straordinaria ed eccezionale rapidità, non è stato un qualcosa di scontato ma ha richiesto un forte sforzo di adattamento e partecipazione attiva da parte di tutto il personale e dei pazienti che, apparentemente in modo sorprendente, hanno nella grande maggioranza dei casi accettato di buon grado.
Per chi non lavora all’interno dei Ser.D. non è facile comprendere le motivazioni storiche, culturali e relazionali che in passato hanno spinto il personale a non utilizzare la divisa di servizio e a creare spazi il meno ospedalieri possibile. Tale intento era strettamente correlato alla creazione di un luogo di cura incentrato sulla persona e sulla relazione.