L’uso di droghe continua a diffondersi nonostante la documentata pericolosità e le sostanze ricreazionali giocano un ruolo importante in questo scenario. I dati al riguardo risultano sottostimati dal momento che fanno riferimento esclusivamente a soggetti in trattamento presso i servizi pubblici, ma gli assuntori di tali sostanze sono di gran lunga più numerosi. Molti giovani consumatori hanno una scarsa percezione del rischio, sono poliassuntori ed hanno nuove abitudini assuntive; è probabile inoltre che molti consumatori non sappiano con esattezza che tipo di sostanza o miscela si apprestino ad assumere. A tale riguardo viene riportata la composizione di compresse vendute come Ecstasy analizzate in Italia. E’ necessario un sistema di allerta e controllo delle droghe sintetiche, nello spirito della Joint Action, come anche un sistema di vigilanza sulle conseguenze del consumo. Ricerca e interventi sono necessari per prevenire il consumo e per contenerne gli effetti.
Dal binomio “Allerta e Contrasto” già si rileva la soglia alta di attenzione richiesta per  fronteggiare un fenomeno di cui si posseggono limitati elementi conoscitivi e pochi strumenti per affrontare i nuovi problemi che ne derivano. Nuovi problemi richiedono nuove risposte e nuove risposte significano nuove strategie. Ma nuove strategie si possono impostare su una buona base di conoscenze che invece stiamo ancora faticosamente costruendo sul consumo di sostanze “ricreazionali” e sintetiche. Il percorso conoscitivo, infatti, è tutto in salita anche a causa dei seguenti elementi:

  • Varietà di “droghe” nel mercato illecito in aumento
  • Cambiamenti indotti dalle sostanze “ricreazionali” e dalle “nuove droghe”
  • Differenza tra percezione ed informazione
  • Nuove abitudini e tendenze
  • Conoscenze carenti su diffusione e caratteristiche di consumo
  • Necessità di dati a idoneo contenuto informativo per: programmi mirati di prevenzione;  mappatura locale, regionale, nazionale del problema; allestimento sistema di monitoraggio sollecitato dalla U.E.

 

Le sostanze “ricreazionali” sono ancora oggi caratterizzate da una bassa percezione del rischio da parte dei consumatori, rischio che inoltre non sempre viene inteso con connotazioni negative e questo contribuisce non poco alla diffusione e diversificazione di tali sostanze del consumo.

Attraverso i sistemi di allerta europei vengono infatti segnalate nuove sostanze che vanno a incrementare ulteriormente la varietà di “droghe” nel mercato illecito, mercato letteralmente rivoluzionato dall’introduzione delle sintetiche. Ma oltre alle sostanze, nuove sono anche le modalità di consumo (basti pensare, a tale proposito, al passaggio dalla via inalatoria alla via iniettiva , per la ketamina); nuovo è il rapporto con le sostanze cui viene scientemente affidata la gestione delle emozioni, delle prestazioni, delle relazioni. Molecole chimiche sono utilizzate per passare a piacimento tra reale e virtuale sino a confonderne i confini anche nella vita di tutti i giorni come, ad esempio, sembrerebbe dimostrare anche il consumo solitario tra le mura domestiche di cocaina ed ecstasy, tipiche sostanze “di gruppo”. Nuovo è anche il fatto che vecchie e nuove sostanze siano contemporaneamente richieste e consumate in varie combinazioni tra loro originando tutta una serie di altri problemi. Tali problemi iniziano ora ad approdare visibilmente ai Servizi pubblici i quali però, spesso, sono ancora impreparati alla gestione clinica e trattamentale di questa tipologia di soggetti.

In sostanza quindi la principale novità, e soprattutto problema, è che queste sostanze sono facilmente percepite dagli assuntori alla stregua di un “bene di consumo” il cui utilizzo rientra nella apparente normalità. Contemporaneamente, sul fronte informativo, le osservazioni degli operatori che lavorano a stretto contatto con gli ambiti di probabile consumo, non sono sistematizzate perché ancora carenti di adeguata metodologia e non sono supportate da idonei strumenti che consentano loro di confluire sistematicamente nei flussi informativi ufficiali. Ciò comporta una carenza di  conoscenze sulla reale diffusione e sulle caratteristiche del consumo. L’opportunità di tali informazioni è diventata oggi un’esigenza impellente per pensare programmi più specifici e mirati di prevenzione, per realizzare una mappatura locale – regionale e nazionale del problema, per consentire la realizzazione del Sistema di Allerta Rapido (Early Warning System-EWS) e di monitoraggio sollecitato nell’U.E. 

L’uso di droghe sintetiche (e non solo di  Ecstasy ed analoghi) continua a diffondersi  in buona parte del mondo tanto che l’OMS, già nel 1996, si esprimeva in termini di “epidemia planetaria”. La scarsa visibilità di tali consumatori, anche se problematici, alle fonti di rilevazione ufficiali consente di delineare un quadro fortemente sottostimato che tuttavia, sulla base dei trends degli ultimi anni, sottolinea anche nel nostro Paese un fenomeno in crescita. Tutto ciò genera preoccupazione in quanto la diffusione nell’uso porta ad alcune logiche conseguenze.

La diffusione e il rafforzarsi nell’uso porta ad esempio, come logica e sperimentata conseguenza, all’arruolamento di nuovi consumatori (contribuiscono: la scarsa percezione del rischio, l’ambito ludico di consumo, il basso costo, la bassa riprovazione sociale); alla comparsa di nuovi patterns di consumo (poliassunzione, vie alternative di assunzione, finalità di consumo e aspettative circa gli effetti); ad una quota di abuso superiore (non a caso si osserva, anche nei Ser.T un incremento di assuntori problematici di sostanze sintetiche e “ricreazionali” in particolar modo della cocaina (2). Di conseguenza, come spesso sottolineato anche dall’EMCDDA (Osservatorio Europeo sulle Droghe e le Tossicodipendenze), i problemi dettati dalle nuove droghe sintetiche hanno reso necessario uno stato di attenzione-allerta per cercare di rispondere rapidamente all’apparire di nuove sostanze e trends nei consumi.

L’Early Warning System, (EWS) o “Sistema di allerta rapido” è lo strumento individuato dall’Osservatorio Europeo sulle droghe e le Tossicodipendenze di Lisbona. Il nostro Paese, attraverso un progetto allestito dall’Istituto Superiore di Sanità e condiviso con il coordinatore europeo dell’EWS, ha contribuito in maniera concreta a tale processo. L’EWS, i cui aspetti innovativi hanno richiedono non pochi e talvolta complessi adeguamenti operativi, è stato costruito dagli Stati membri della U.E, dall’OEDT e da Europool senza un modello unitario, è stato costruito in fasi diverse ed in modo pragmatico anche sulla base dell’esperienza via via maturata nei diversi Paesi.