Che gli stranieri coinvolti nel traffico/spaccio di stupefacenti rappresentino una buona fetta, il 40% circa, sul totale annuale delle persone denunciate all’a.g. lo abbiamo scritto più volte. La novità del 2018 ( il trend è confermato anche nei primi sette mesi del 2019) è, tuttavia, il calo dei marocchini spacciatori avutosi nel 2018 (2.813 corrispondente ad un meno 6,95% rispetto al 2017) insieme a quello, più contenuto, degli albanesi (1.917, meno 2,59%), dei tunisini (1.338, meno 1,55%), dei gambiani (1.263, meno 0,24%), dei senegalesi (1.338, meno 15,95%) mentre fanno un consistente balzo in avanti i nigeriani (2.144 con un più 25,23%) consolidando la seconda posizione nella non invidiabile graduatoria degli stranieri denunciati a livello nazionale (cfr. la relazione annuale della DCSA, luglio 2019). L’altro dato significativo del 2018 riguarda il numero, in assoluto il più alto nel decennio, 14.217, degli stranieri denunciati all’a.g. (il valore più basso nel 2015 con 10.303), con una distribuzione regionale che vede le “macroaree” del nord Italia con il 56,28% seguita dal centro con il 31,23% e “solo” il 12,49% nel sud e nelle isole ( dove la minore presenza di stranieri denunciati è da ricollegarsi alle attività di spaccio controllate dalle organizzazioni criminali autoctone).

793 gli stranieri denunciati per associazione finalizzata al narcotraffico (art.74 del T.U.  309 / 1990) con un incremento apprezzabile rispetto ai 493 del. 2017  Quasi il 76% del totale degli stranieri denunciati nel 2018 dalle forze di polizia sono concentrati in sette Regioni e cioè in Lombardia che con 3.0120 stranieri ha registrato un più 5,15% rispetto all’anno prima, nel Lazio con 2.343 ed un più 10,45%, in Emilia Romagna dove i 1.414 stranieri hanno rappresentato un meno 8,77%, in Toscana con 1.270 ed un meno 10,56%, nel Veneto con 1.022 ed un meno 17,05%, in Piemonte con 893 ed un decremento del 21,25% e in Liguria con 829 ed un calo del 3,49%. La conferma, alla fine, di quel fenomeno di “pendolarismo” che contraddistingue lo spacciatore straniero sempre disponibile a “trasferte” impegnative e più o meno prolungate, a volte obbligate, verso altre zone del Paese dove può “lavorare” più tranquillamente.

Situazione di mobilità che sta caratterizzando anche questi primi sette mesi del 2019 con “missioni”di molti spacciatori stranieri (7.403 già quelli denunciati sul totale di oltre 17.500 persone) verso i luoghi di villeggiatura dove poliziotti e carabinieri cercano di arginare un fenomeno, il c.d. microspaccio, che si svolge sempre più spudoratamente nella consapevolezza che sono davvero brevi, a causa di una legislazione inadeguata, le interruzioni forzate a tali attività determinate dalla polizia giudiziaria che arresta nella flagranza di reato. 563, infine, le donne straniere denunciate all’a.g. nel 2018 sul totale nazionale di 2.644, in prevalenza di nazionalità nigeriana, romena, albanese, marocchina e peruviana. Un mercato, quello degli stupefacenti, come ripetiamo da anni, sempre florido, particolarmente redditizio e destinato ad ulteriore espansione nonostante le “dichiarazioni di guerra” che si sentono ripetere, stancamente, di tanto in tanto.

 

Per il sito paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).