Un’idea di come stiano andando gli “affari”del narcotraffico in Emilia Romagna la si può avere dando uno sguardo ai dati statistici sulla repressione svolta dalle forze di polizia ed elaborati mensilmente, in appositi report, dagli analisti della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA). Le ultime informazioni risalgono all’11 novembre scorso momento in cui sono stati forniti i dati di ottobre e ci consentono di fare qualche considerazione raffrontando i risultati dei primi dieci mesi del 2019 con quelli del 2018 pubblicati nella consueta relazione annuale della DCSA presentata a luglio scorso. Dunque, nel 2019, alla data del 31 ottobre,in Emilia Romagna sono stati intercettati complessivamente circa 985kg di stupefacenti (erano stati 1.186 nell’intero 2018), di cui 444kg a Reggio Emilia, 218kg a Bologna, 98kg a Parma, 68kg a Ravenna, 46 kg a Piacenza e a Modena, 25kg a Parma, 21kg a Forlì e 18kg a Ferrara. Pr i delitti di traffico e spaccio di stupefacenti in tutta la regione sono stati denunciati all’a.g. 1.664 persone di cui 967 stranieri (il 58% circa) e, quindi, difficilmente si supererà il valore di 2.234 persone denunciate nel 2018, anno in cui si era già registrato un decremento rispetto all’anno prima. Anche per gli stranieri spacciatori si rileva un decremento apprezzabile se si pensa ai 1.414 denunciati nel 2018 e ai 1.550 del 2017 ( il picco più alto si ebbe nel 2011 con1.765). Resta, comunque, particolarmente significativo il dato attuale del 58% degli stranieri denunciati ( con i nigeriani in testa, seguiti dai marocchini e tunisini)a fronte di un 40% circa della media nazionale. Nel complesso le operazioni antidroga a livello regionale alla fine del 2019 dovrebbero attestarsi intorno alle 1.700 – come nel 2018 – considerato che nei primi dieci mesi sono state già 1.410 (una media di 140 operazioni mensili). Non si può non sottolineare come negli anni passati ci sia stata una maggiore pressione degli organismi di polizia che riuscirono ad effettuare nel 2017 ben 1.900 operazioni e addirittura 1.916 (il record decennale) nel 2011. Un calo che ritengo sia anche attribuibile alle diminuite risorse umane specializzate avute in questi anni dalle forze di polizia che già fanno l’impossibile per arginare un fenomeno criminale sempre più incontrollabile. In questo scenario di carenze di organici, tuttavia, va registrato l’impegno delle forze dell’ordine di alcune province dove, già alla fine di ottobre, sono state effettuate più operazioni antidroga rispetto all’intero 2018. E’ il caso di Piacenza con 119 operazioni contro le 111 dell’anno prima e di Parma con 157 contro le 111. La “passione” di coltivare piante di cannabis sembra diffondersi anche in tutte le province emiliano romagnole dove nei primi dieci mesi dell’anno ne sono state scoperte ben 3.285 con un aumento notevole rispetto a quelle di tutto il 2018 (1.871) e del lontano 2010 (1.580). A Bologna trovato il maggior numero di piante di marijuana “curate” in casa (1.454), seguita da Reggio Emilia (955), Modena (183), Rimini (181), Parma (171), Ravenna (159), Forlì (92), Piacenza (87) e solo 3 a Ferrara. Ancora “sfuggente” ai controlli lo spaccio di droghe sintetiche anche se ne sono state sequestrate 364 in compresse in tutta la regione ( 300 solo a Bologna) e 2,033kg in polvere ( 2,02kg solo a Bologna). Nel 2018 erano state sequestrate soltanto 43 compresse complessivamente e 7,48kg di amfetamine in polvere. Si tratta di una classe di sostanze molto ampia dal momento che la struttura della molecola di amfetamina permette un ampio numero di sostituzioni della molecola di base. Un commercio, questo delle droghe di sintesi che a livello nazionale è andato assumendo dimensioni crescenti.
Per il sito paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).