Si è tenuta ieri presso l’Hotel Central Park a Roma la prima giornata del VIII Congresso Nazionale SITD, dal titolo “Norme giuridiche, norme sociali e uso di sostanze”. Questo evento formativo nasce con l’obiettivo di predisporre un aggiornamento sia sulla giurisprudenza che per le diverse sfaccettature del problema “dipendenza” nel nostro paese. Come scritto nel flyer di presentazione, i lavori proposti dalla Società Italiana Tossicodipendenze si incardinano sul presupposto che: “l’utilizzo di sostanze psicoattive e le dipendenze patologiche sono fenomeni sociali condizionati dalle regole presenti all’interno delle dinamiche di convivenza in gruppi specifici di persone o nel contesto più ampio della realtà sociale; così come tali regole determinano delle aspettative individuali e delle deleghe, non sempre sufficientemente definite, alle diverse istituzioni tra cui i servizi di prevenzione e cura, allo stesso modo le pratiche cliniche e preventive adottate dalla rete di questi servizi non possono non influenzare le percezioni e le rappresentazioni sociali da cui la dimensione normativa in parte si sviluppa. Esistono quindi, delle complesse dinamiche di interrelazione e reciproco influenzamento tra leggi vigenti, norme sociali implicite, rappresentazioni collettive e individuali di salute e malattia, mandati istituzionali di prevenzione e cura, organizzazione dei servizi, pratiche cliniche o preventive”. Nel corso dei 3 giorni saranno poste in evidenza tutte le criticità ed i contrasti sussistenti fra una visione a carattere scientifico ed una proiezione sociale caratterizzata da normativa, istanze ed aspettative. Al centro di tutto c’è sempre e comunque il dialogo, quale motore di coesione fra le diverse figure coinvolte nel fondamentale ruolo di cura e sostegno alla persona con problemi di dipendenza. I medici, gli psicologi, gli epidemiologi, i sociologi, gli infermieri, gli educatori, altri professionisti e studiosi, sono chiamati ad un momento di confronto e discussione propedeutico alla risoluzione delle criticità e delle eventuali incoerenze che si possono creare tra le due visioni.

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS