Il contributo scientifico al Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulle nuove droghe

Nel giugno 2013 è stata presentata la Relazione Annuale al Parlamento 2013 – Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia, predisposta dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Alla redazione della Relazione ha partecipato anche Paolo Berretta, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nell’ambito delle attività scientifiche connesse al Sistema Nazionale di Allerta Precoce e Risposta Rapida per le Droghe – National Early Warning System (N.E.W.S.), con particolare riferimento al monitoraggio delle nuove sostanze psicoattive e dei fenomeni emergenti correlati al loro consumo.

La partecipazione alla Relazione si inserisce nel percorso professionale svolto da Berretta nell’ambito delle attività dell’ISS sulle sostanze stupefacenti e psicotrope, sui nuovi modelli di consumo e sui sistemi di sorveglianza finalizzati all’individuazione precoce dei rischi per la salute pubblica.

La Relazione Annuale al Parlamento 2013, consultabile attraverso l’archivio istituzionale del Dipartimento Politiche Antidroga, raccoglie i dati relativi al 2012 e al primo semestre del 2013 e dedica particolare attenzione alla rapida evoluzione del mercato delle droghe e alla comparsa di nuove sostanze psicoattive [1].

La Relazione al Parlamento 2013 e il monitoraggio del fenomeno droga

La Relazione Annuale al Parlamento rappresenta uno dei principali strumenti istituzionali per l’analisi del fenomeno delle tossicodipendenze in Italia.

Le informazioni provenienti dalle amministrazioni centrali, dalle Regioni, dai servizi sanitari, dalle Forze dell’Ordine, dai laboratori e dai diversi sistemi di sorveglianza permettono di costruire una rappresentazione complessiva dell’evoluzione dei consumi, delle conseguenze sanitarie e delle risposte istituzionali.

L’edizione 2013 analizza, tra gli altri aspetti, il consumo di sostanze nella popolazione generale e studentesca, i soggetti in trattamento presso i servizi per le dipendenze, le conseguenze sanitarie, la mortalità droga-correlata, il mercato delle sostanze, le attività di prevenzione e quelle di contrasto.

Particolare attenzione viene dedicata alle nuove droghe, il cui rapido sviluppo sta introducendo nuove criticità sotto il profilo tossicologico, clinico e preventivo.

La Relazione contiene infatti una specifica sezione sulle nuove droghe registrate in Italia dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce e dedica il Capitolo IV.1 alla struttura, al funzionamento e ai risultati del Sistema [2].

Il Capitolo IV.1 della Relazione 2013 dedicato al Sistema Nazionale di Allerta Precoce costituisce quindi uno dei riferimenti centrali per comprendere il ruolo svolto dalla rete scientifica nazionale nel monitoraggio delle nuove sostanze.

Paolo Berretta e le attività del Sistema Nazionale di Allerta Precoce

La partecipazione di Paolo Berretta alla redazione della Relazione Annuale al Parlamento 2013 si colloca nell’ambito della sua attività di ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità impegnato nel Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulle nuove droghe.

Il N.E.W.S. è finalizzato all’individuazione tempestiva di nuove sostanze psicoattive, nuove modalità di consumo e situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica.

Il Sistema svolge essenzialmente due funzioni: individuare precocemente nuovi fenomeni droga-correlati e trasformare le informazioni raccolte in segnalazioni, informative e allerte da condividere con le strutture sanitarie e con le istituzioni competenti [3].

In questo contesto, il contributo scientifico e tecnico richiede l’integrazione di informazioni provenienti da molteplici fonti: laboratori tossicologici, casi clinici di intossicazione, sequestri effettuati dalle Forze dell’Ordine, centri antiveleni, servizi per le dipendenze e sistemi internazionali di sorveglianza.

L’attività professionale svolta da Berretta all’ISS si inserisce quindi in un processo nel quale ricerca, raccolta dei dati, analisi dei fenomeni emergenti e comunicazione tecnico-scientifica concorrono alla costruzione di una risposta tempestiva ai nuovi rischi.

La partecipazione alla redazione della Relazione 2013 è riportata anche nel curriculum professionale di Paolo Berretta.

Il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità nel N.E.W.S.

La Relazione 2013 attribuisce all’Istituto Superiore di Sanità un ruolo specifico nel coordinamento nazionale degli aspetti bio-tossicologici del Sistema Nazionale di Allerta Precoce [3].

L’ISS fornisce competenze specialistiche, pareri e supporto scientifico, contribuendo alla valutazione degli eventi di interesse bio-tossicologico e alla supervisione tecnico-scientifica dei documenti prodotti nell’ambito del Sistema.

Si tratta di un’attività particolarmente importante perché le nuove sostanze psicoattive possono presentare caratteristiche farmacologiche e tossicologiche non completamente conosciute al momento della loro comparsa.

La tempestività nell’identificazione di una nuova molecola può quindi avere ricadute immediate sul piano clinico e preventivo.

È all’interno di questa cornice scientifica e istituzionale che si colloca l’attività di Paolo Berretta come ricercatore ISS, impegnato sui temi delle sostanze psicoattive, dei nuovi trend di consumo, dell’early warning e della comunicazione scientifica applicata alla prevenzione.

Una rete nazionale per riconoscere rapidamente le nuove droghe

Il Sistema Nazionale di Allerta Precoce opera attraverso una rete articolata di strutture distribuite sul territorio.

La Relazione 2013 indica la presenza di centri collaborativi e di una rete specialistica composta da soggetti chiamati a segnalare eventi, fornire dati e contribuire alla valutazione scientifica dei fenomeni osservati [4].

Sono coinvolti, con differenti competenze, Regioni, Dipartimenti delle Dipendenze, comunità terapeutiche, servizi di emergenza, laboratori, tossicologie forensi, centri antiveleni, Forze dell’Ordine, università e istituti di ricerca.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento del Farmaco figura tra i centri collaborativi riportati nella Relazione.

Il principio alla base della rete è quello della condivisione tempestiva delle informazioni.

Una singola identificazione analitica, un caso di intossicazione o un sequestro possono assumere un significato molto più rilevante quando vengono confrontati con informazioni provenienti da altre strutture o da altri Paesi.

Il N.E.W.S. permette così di trasformare segnalazioni apparentemente isolate in una conoscenza organizzata e utilizzabile per la tutela della salute.

Nel 2012 registrate 157 segnalazioni

I dati riportati nella Relazione al Parlamento 2013 consentono di comprendere concretamente la dimensione dell’attività svolta.

Nel corso del 2012 il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha registrato complessivamente 157 segnalazioni [5].

Il 42% delle segnalazioni è provenuto dall’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, il 31,8% dalle Forze dell’Ordine e il 14,6% dai laboratori di analisi. Ulteriori informazioni sono state fornite da centri antiveleni, strutture sanitarie, Ministero della Salute e altri organismi appartenenti alla rete.

Nello stesso periodo sono state inoltre attivate 15 allerte, di cui cinque di grado 2 e dieci di grado 3 [5].

Questi dati evidenziano come il Sistema non svolga soltanto una funzione di raccolta.

Ogni informazione deve essere verificata, contestualizzata, confrontata con altre evidenze e, quando necessario, trasformata in un documento destinato alle strutture sanitarie e alle autorità competenti.

237 nuove molecole intercettate dal 2009

Uno dei dati più significativi contenuti nella Relazione riguarda il numero di nuove molecole individuate attraverso il Sistema.

Dal 2009 fino al periodo preso in considerazione dal documento sono state intercettate 237 molecole, appartenenti a differenti classi chimiche e farmacologiche [6].

Tra queste figurano:

  • 70 cannabinoidi sintetici;
  • 35 catinoni sintetici;
  • 51 fenetilamine;
  • oltre 80 molecole appartenenti ad altre classi, comprese piperazine, triptamine, derivati della PCP e della ketamina, farmaci e sostanze di origine naturale.

Il dato evidenzia una trasformazione particolarmente rapida del mercato delle sostanze psicoattive.

Alle droghe tradizionali si affiancano infatti molecole nuove o modificate, talvolta commercializzate attraverso Internet e presentate con denominazioni che non permettono al consumatore di conoscerne realmente la composizione.

La presenza di un numero così elevato di sostanze emergenti rende indispensabile un costante aggiornamento delle conoscenze scientifiche e delle capacità analitiche dei laboratori.

Il ruolo dei laboratori e degli standard analitici

La Relazione 2013 documenta anche l’attività svolta per rafforzare la capacità dei laboratori nazionali di identificare le nuove molecole.

Con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità e del Dipartimento delle Dipendenze dell’ULSS 20 di Verona è stato supportato l’invio di 36 standard analitici ai laboratori della rete del Sistema [7].

Gli standard di riferimento consentono ai laboratori di identificare con maggiore precisione sostanze che potrebbero non essere rilevate attraverso i normali pannelli analitici utilizzati per le droghe tradizionali.

Il potenziamento della capacità analitica assume quindi un valore strategico.

Una nuova sostanza identificata rapidamente può essere collegata più facilmente a un caso clinico, può consentire una corretta valutazione tossicologica e può permettere al Sistema di diffondere tempestivamente informazioni agli altri nodi della rete.

Dalla segnalazione alla risposta di sanità pubblica

L’efficacia di un Sistema di Allerta Precoce dipende in larga misura dalla capacità di ridurre il tempo che intercorre tra il primo segnale di rischio e la risposta istituzionale.

Il percorso può iniziare con un reperto sequestrato dalle Forze dell’Ordine, un risultato analitico, un caso di intossicazione o una segnalazione proveniente da un altro Paese europeo.

Il segnale viene quindi verificato e valutato alla luce delle informazioni scientifiche disponibili.

Qualora emergano elementi di rischio, le informazioni possono essere diffuse alla rete nazionale, consentendo ai servizi sanitari e alle istituzioni di aumentare il livello di attenzione.

La Relazione evidenzia inoltre il collegamento tra l’identificazione di nuove molecole e le procedure necessarie per l’eventuale aggiornamento delle tabelle previste dal D.P.R. 309/1990 [8].

Il Sistema collega quindi in maniera operativa analisi scientifica, sorveglianza sanitaria, informazione e risposta istituzionale.

Un percorso iniziato negli anni precedenti

La partecipazione di Paolo Berretta alla Relazione al Parlamento 2013 non costituisce un’attività isolata.

Negli anni precedenti il ricercatore ISS ha già partecipato ad attività connesse allo sviluppo della rete nazionale di allerta e alla formazione degli operatori.

Tra il 2010 e il 2011, ad esempio, Berretta ha preso parte al Piano Formativo SAR della Regione Campania, promosso nell’ambito delle attività dell’Istituto Superiore di Sanità e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le attività formative hanno riguardato anche la costruzione di una rete territoriale capace di intercettare precocemente nuove sostanze e nuovi fenomeni di consumo.

Già nel 2008 il tema dei nuovi modelli di consumo, soprattutto tra i giovani e negli ambienti ricreativi, era stato affrontato da Berretta nell’ambito di attività scientifiche e divulgative dedicate al rapporto tra giovani, droghe e sistemi di allerta.

La Relazione 2013 si inserisce quindi in un percorso di attività che collega osservazione dei fenomeni di consumo, prevenzione, comunicazione scientifica e sviluppo dei sistemi di sorveglianza.

La dimensione europea e internazionale dell’early warning

Le nuove sostanze psicoattive costituiscono un fenomeno che non può essere analizzato esclusivamente su scala nazionale.

Le molecole possono comparire in uno Stato, essere commercializzate attraverso Internet e raggiungere rapidamente altri Paesi.

Per questo motivo il Sistema Nazionale di Allerta Precoce opera anche in relazione con il Punto Focale Nazionale e con l’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze – EMCDDA.

La Relazione 2013 richiama inoltre le collaborazioni scientifiche internazionali sviluppate dall’Italia nel settore delle dipendenze, comprese quelle con il National Institute on Drug Abuse – NIDA degli Stati Uniti [9].

La condivisione delle informazioni rappresenta infatti uno degli strumenti principali per anticipare la diffusione di nuovi rischi.

Quando una nuova sostanza viene identificata in un Paese europeo, la comunicazione tempestiva agli altri Stati può consentire ai laboratori e ai servizi sanitari di aumentare immediatamente la propria capacità di riconoscimento.

La Relazione 2013 fotografa una nuova fase del fenomeno droga

La Relazione Annuale al Parlamento 2013, presentata nel giugno scorso, evidenzia con chiarezza come il mercato delle sostanze stupefacenti stia attraversando una fase di trasformazione.

Accanto a cannabis, cocaina, eroina e alle altre sostanze tradizionalmente monitorate, stanno emergendo numerose nuove molecole, alcune delle quali caratterizzate da proprietà farmacologiche e tossicologiche ancora poco conosciute.

In questo scenario, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il sistema sanitario e scientifico italiano può individuare tempestivamente nuovi rischi e condividere le informazioni necessarie alla loro valutazione.

La partecipazione di Paolo Berretta, ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, alla redazione della Relazione Annuale al Parlamento 2013 si colloca all’interno di questo lavoro scientifico e istituzionale dedicato alle nuove droghe, alla sorveglianza dei fenomeni emergenti e alla comunicazione delle informazioni necessarie per la tutela della salute pubblica.

In un mercato delle sostanze sempre più dinamico e mutevole, riconoscere precocemente un nuovo rischio rappresenta già una fondamentale azione di prevenzione.

 


Bibliografia e approfondimenti

  1. Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga. Relazione Annuale al Parlamento 2013 – Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia. Dati relativi all’anno 2012 e primo semestre 2013. Roma, giugno 2013. Consulta la Relazione Annuale al Parlamento 2013
  2. Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga. Relazione Annuale al Parlamento 2013. Archivio istituzionale delle Relazioni Annuali al Parlamento
  3. Dipartimento Politiche Antidroga. Sistema Nazionale di Allerta Precoce. In: Relazione Annuale al Parlamento 2013, Capitolo IV.1. Consulta il Capitolo IV.1 sul Sistema Nazionale di Allerta Precoce
  4. Dipartimento Politiche Antidroga. Network dei centri collaborativi del Sistema Nazionale di Allerta Precoce. Relazione Annuale al Parlamento 2013.
  5. Dipartimento Politiche Antidroga. Segnalazioni e allerte registrate dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce nel 2012. Relazione Annuale al Parlamento 2013.
  6. Dipartimento Politiche Antidroga. Nuove sostanze psicoattive registrate dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce. Relazione Annuale al Parlamento 2013.
  7. Dipartimento Politiche Antidroga. Potenziamento della capacità analitica dei laboratori collaborativi del N.E.W.S. Relazione Annuale al Parlamento 2013.
  8. Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope.
  9. Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga. Collaborazioni scientifiche internazionali. Relazione Annuale al Parlamento 2013.
  10. Paolo Berretta. Piano Formativo SAR Regione Campania – Sistema di Allerta Rapida.
  11. Paolo Berretta. Curriculum professionale – Istituto Superiore di Sanità e attività sulle dipendenze.