Il 25 luglio 2011, a Roma, ho avuto l’opportunità di partecipare, in rappresentanza dell’Istituto Superiore di Sanità, a una giornata particolarmente significativa per la cooperazione scientifica internazionale nel campo delle dipendenze.

In quel periodo svolgevo la mia attività presso l’Unità Sostanze Stupefacenti e Psicotrope dell’ISS, diretta dalla Dott.ssa Teodora Macchia, con la quale avevo già maturato una lunga esperienza nelle attività di prevenzione, monitoraggio dei fenomeni emergenti, comunicazione scientifica e sviluppo dei sistemi di allerta sulle droghe.

La giornata del 25 luglio rappresentò un passaggio importante nel rafforzamento della collaborazione tra Italia e Stati Uniti. A Roma venne infatti siglato un accordo di collaborazione scientifica con il National Institute on Drug Abuse (NIDA), uno dei principali istituti di ricerca statunitensi dedicati allo studio dell’uso di sostanze e delle dipendenze.

Al tavolo istituzionale erano presenti il Direttore del NIDA Nora D. Volkow, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche Antidroga Carlo Giovanardi e il Capo del Dipartimento Politiche Antidroga Giovanni Serpelloni.

Per chi, come me, lavorava già da anni all’interno dell’ISS sui sistemi di monitoraggio delle droghe e dei nuovi fenomeni di consumo, quell’incontro aveva un significato particolare: confermava quanto la capacità di individuare precocemente i cambiamenti del mercato delle sostanze fosse destinata a diventare uno degli strumenti strategici della sanità pubblica.

Dall’accordo di Washington all’incontro di Roma

L’intesa romana non nasceva isolatamente.

Poche settimane prima, l’11 luglio 2011, erano state poste a Washington le basi per rafforzare la collaborazione scientifica bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di prevenzione, neuroscienze, trattamento e riabilitazione delle persone con dipendenza.

Avevo partecipato anche all’organizzazione di quella fase della collaborazione internazionale.

Il successivo incontro di Roma del 25 luglio consentiva di tradurre quel percorso politico e istituzionale in una collaborazione maggiormente operativa con il NIDA.

Le aree individuate erano di particolare rilevanza: ricerca, diagnosi precoce, screening, trattamento, interventi brevi e attenzione specifica agli adolescenti e ai giovani adulti.

Si delineava quindi un modello nel quale ricerca scientifica, prevenzione e capacità di intercettare precocemente i problemi dovevano procedere insieme.

L’esperienza dell’ISS con Teodora Macchia

La mia partecipazione a quella giornata si inseriva in un percorso professionale iniziato diversi anni prima all’Istituto Superiore di Sanità.

Dal 2003 avevo lavorato nell’ambito delle attività coordinate dalla Dott.ssa Teodora Macchia, occupandomi di prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, comunicazione scientifica, trend emergenti e nuove modalità di consumo.

Già in quegli anni una parte rilevante del lavoro riguardava la raccolta, la selezione e la diffusione di informazioni provenienti da organismi nazionali e internazionali, con particolare attenzione alle droghe sintetiche, alle nuove sostanze e ai sistemi di allerta rapida.

Era un’impostazione che anticipava uno dei problemi centrali che avremmo dovuto affrontare negli anni successivi: il mercato delle droghe stava diventando sempre più rapido, mutevole e difficilmente interpretabile attraverso i soli strumenti epidemiologici tradizionali.

Non era più sufficiente conoscere quanti consumatori utilizzassero una determinata sostanza. Diventava necessario capire quali nuove molecole stessero comparendo, come venissero commercializzate, quali modalità di assunzione emergessero e quali conseguenze cliniche potessero produrre.

Da questa esigenza deriva il valore strategico dei sistemi di allerta precoce.

Il ruolo strategico dell’Early Warning System sulle droghe

Ho collaborato al Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulle droghe fin dalle sue fasi di attivazione e sviluppo, proseguendo un percorso iniziato all’ISS con Teodora Macchia sul monitoraggio delle sostanze e dei trend emergenti.

La funzione di un Early Warning System non consiste semplicemente nel raccogliere dati.

Il suo valore risiede soprattutto nella rapidità con cui un segnale può essere identificato, verificato, interpretato e trasferito ai soggetti che devono intervenire.

Una nuova sostanza identificata da un laboratorio, un’intossicazione anomala osservata in ambito clinico, una modalità di consumo inattesa o la comparsa di un prodotto particolarmente pericoloso possono rappresentare segnali inizialmente isolati. È la capacità di collegarli tra loro che consente di trasformare l’informazione in uno strumento di prevenzione.

Già nel 2010 avevo partecipato alle attività connesse al National Early Warning System, comprendenti l’organizzazione dei flussi informativi, i criteri operativi e il coinvolgimento dei laboratori della rete di allerta. Nello stesso periodo avevo collaborato alla produzione di comunicazioni destinate al sistema europeo di monitoraggio delle nuove sostanze.

Si stava costruendo, in sostanza, una cultura dell’early detection: non attendere che un fenomeno sia diventato epidemiologicamente evidente, ma cercare di riconoscerlo quando i primi segnali cominciano a emergere.

Dalla sorveglianza alla sanità pubblica

Questo approccio è fondamentale perché nel settore delle droghe il fattore tempo può essere determinante.

La comparsa di una nuova sostanza psicoattiva, di un oppioide sintetico particolarmente potente o di un adulterante inatteso può modificare rapidamente il profilo di rischio di un mercato illegale.

Individuare precocemente questi fenomeni significa poter orientare le analisi tossicologiche, informare i professionisti sanitari, aumentare l’attenzione sui quadri clinici anomali e mettere a disposizione delle istituzioni elementi utili per assumere decisioni.

L’allerta precoce diventa quindi un punto di incontro tra ricerca scientifica, tossicologia, epidemiologia, medicina delle dipendenze, prevenzione e decisione istituzionale.

Ed è proprio questa dimensione interdisciplinare che rendeva particolarmente significativo il dialogo avviato con il NIDA.

L’importanza della cooperazione con il NIDA

Durante l’incontro del 25 luglio 2011 Nora Volkow sottolineò l’importanza dell’identificazione precoce dei problemi e dell’accesso tempestivo al trattamento, evidenziando anche la necessità di integrare la presa in carico delle dipendenze con quella delle patologie associate.

Era una prospettiva fortemente coerente con l’impostazione che stavamo sviluppando anche in Italia.

Prevenire, individuare precocemente e intervenire rapidamente sono infatti tre componenti dello stesso processo.

Allo stesso modo, la cooperazione internazionale assume un valore decisivo perché i mercati delle droghe non rispettano i confini nazionali. Nuove molecole, modalità di consumo e fenomeni di adulterazione possono manifestarsi in un Paese e raggiungerne rapidamente altri.

Condividere informazioni tra istituzioni scientifiche consente quindi di ridurre il tempo che separa la comparsa di un rischio dalla capacità del sistema sanitario di riconoscerlo.

Un percorso che parte da lontano

Rileggere oggi quella giornata permette di coglierne meglio il significato.

La collaborazione Italia-USA del luglio 2011 non rappresentava soltanto un accordo diplomatico o scientifico. Indicava una direzione: rafforzare la ricerca sulle dipendenze, migliorare l’identificazione precoce dei fenomeni, sviluppare reti di competenze e mettere in comunicazione ricerca, clinica, prevenzione e istituzioni.

Per me rappresentava anche una tappa di un percorso professionale iniziato diversi anni prima all’Istituto Superiore di Sanità accanto alla Dott.ssa Teodora Macchia, nell’Unità dedicata alle sostanze stupefacenti e psicotrope.

Un percorso nel quale la comunicazione scientifica non era considerata semplicemente come diffusione finale dei risultati, ma come parte integrante di un sistema capace di raccogliere informazioni, collegare segnali, trasferire conoscenze e favorire risposte rapide.

Dall’Early Warning alle nuove minacce

Gli anni successivi avrebbero dimostrato quanto quella impostazione fosse lungimirante.

L’espansione delle Nuove Sostanze Psicoattive, dei cannabinoidi sintetici, dei catinoni, dei nuovi oppioidi sintetici e, più recentemente, dei nitazeni e delle altre molecole ad elevata potenza ha reso i sistemi di allerta sempre più centrali nella protezione della salute pubblica.

La capacità di anticipare il fenomeno, o almeno di ridurre drasticamente il tempo necessario a riconoscerlo, costituisce oggi uno degli strumenti più importanti a disposizione delle istituzioni che operano nel settore delle dipendenze.

Per questo considero la partecipazione alla giornata del 25 luglio 2011 non soltanto come un ricordo professionale importante, ma come uno dei momenti che testimoniano la continuità di una linea di lavoro alla quale ho avuto la possibilità di contribuire fin dalle sue prime fasi: osservare i cambiamenti del fenomeno droga, individuarne precocemente i segnali e trasformare l’informazione scientifica in uno strumento concreto di prevenzione e tutela della salute pubblica.

 

 

 

 

  • Accordo DPA–NIDA del 25 luglio 2011 – pagina storica Dronet
    È la fonte che riporta esattamente la firma a Roma dell’accordo Italia-USA, la presenza di Nora Volkow, Carlo Giovanardi e Giovanni Serpelloni e gli obiettivi della collaborazione scientifica.
    https://www.dronet.org/accordo_dpanida/collaboration.php
  • Relazione istituzionale – Sistema Nazionale di Allerta Precoce, collaborazione con NIDA
    Documento del Dipartimento che dedica una specifica sezione alla collaborazione con il National Institute on Drug Abuse e conferma la firma dell’accordo del 25 luglio 2011.
    https://www.dipendenze.gov.it/media/1744/cap_iv1-19.pdf
  • Istituto Superiore di Sanità – Sistema Nazionale di Allerta Precoce
    Fonte ISS utile per spiegare nell’articolo il ruolo scientifico e operativo dell’Early Warning System.
    https://www.iss.it/cndd-sistema-nazionale-di-allerta-precoce
  • ISS – SNAP, Sistema Nazionale di Allerta Precoce contro la droga
    Approfondimento istituzionale sul funzionamento del sistema e sulla rete di raccolta e diffusione delle segnalazioni.