Le bevande energetiche sono ampiamente diffuse e vengono spesso utilizzate da persone che cercano un rapido aumento di energia o concentrazione.

Questi prodotti sono particolarmente apprezzati da giovani, atleti occasionali, praticanti sportivi e, più recentemente, da chi passa molto tempo davanti ai videogiochi.

Il mercato di questi prodotti è in espansione, ma parallelamente crescono le preoccupazioni riguardo alla loro composizione e ai possibili effetti sull’organismo.

Tra gli ingredienti più comuni di queste bevande si trovano la caffeina, il guaranà – una pianta originaria dell’Amazzonia che contiene naturalmente caffeina – e la taurina, un composto chimico presente in molti alimenti proteici come pesce, carne bianca e molluschi.

Negli ultimi anni, la taurina ha ricevuto particolare attenzione per le sue proprietà potenzialmente benefiche, ma recenti studi hanno sollevato dubbi sul suo ruolo in alcune condizioni patologiche.

Uno studio pubblicato nel 2025 su una prestigiosa rivista scientifica ha rivelato un possibile legame tra la taurina e lo sviluppo di certi tipi di cancro del sangue, come la leucemia.

I ricercatori hanno osservato che le cellule tumorali presenti nel midollo osseo non producono autonomamente taurina, ma sono in grado di assorbirla dall’ambiente circostante, utilizzandola come fonte di nutrimento per crescere e proliferare.

Esperimenti condotti su modelli animali e su cellule umane hanno confermato che la presenza di taurina nel tessuto circostante il tumore può accelerare la progressione della malattia.

Bloccando l’assunzione di taurina da parte delle cellule cancerose, i ricercatori hanno registrato un rallentamento significativo della crescita tumorale.

La taurina è una sostanza naturalmente presente nel corpo umano, in particolare nel cuore, nei muscoli e nel cervello.

Normalmente, il corpo è in grado di produrla autonomamente a partire da altri composti, come la metionina e la cisteina, grazie anche alla presenza di vitamina B6.

Tuttavia, una parte significativa della taurina introdotta quotidianamente proviene dall’alimentazione.

La maggior parte delle persone assume tra i 40 ei 400 milligrammi al giorno attraverso la dieta, senza contare quella sintetizzata internamente.

Le autorità sanitarie internazionali, tra cui la Food and Drug Administration (FDA) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), potranno garantire l’assunzione giornaliera di fino a sei grammi di taurina.

Le quantità presenti nelle bevande energetiche sono ben al di sotto di questo limite: una lattina standard ne contiene circa un grammo.

Sebbene la taurina non sia di per sé dannosa, anzi, in alcuni casi può essere utile – come per i pazienti in terapia nutrizionale intravenosa o per chi soffre di gravi patologie epatiche, renali o cardiache – il problema sorge quando viene assunta in grandi quantità attraverso bevande energetiche che spesso contengono anche elevate dosi di caffeina e zuccheri.

Questa combinazione può causare stress al sistema cardiovascolare, disturbare il sonno e aumentare il rischio di effetti collaterali, soprattutto in persone con condizioni di salute preesistenti.

I dati scientifici attuali non indicano particolari rischi per un adulto sano che consuma occasionalmente una bevanda energetica.

Tuttavia, l’uso frequente o l’abitudine quotidiana, soprattutto associata all’assunzione di integratori a base di taurina, potrebbe rivelarsi pericoloso per la salute.

In particolare, per chi è affetto da tumori del sangue o ha una familiarità per tali patologie, è raccomandabile rivolgersi a un medico prima di assumere prodotti con alto contenuto di taurina.

In assenza di ulteriori studi che chiariscano meglio il rapporto tra taurina e cancro, si raccomanda un approccio prudente.

E’ bene ricordare che una fonte più sicura di energia è rappresentata da una dieta equilibrata e da stili di vita sani, piuttosto che da bevande industriali ricche di stimolanti, additivi e coloranti.

In caso di dubbi o condizioni particolari, è sempre preferibile consultare un professionista sanitario.

Fonte: Gulshanara (Rumy) Begum , docente di scienze dell’alimentazione e dell’esercizio fisico, Università di Westminster

Foto di Herbich da Pixabay